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02/08/2011 - Conferenza unificata - Reggi, via libera alla pubblicazione della lista dei beni demaniali

‘’Il Governo, nella riunione dell’ ultima Conferenza Unificata tenutasi il 27 luglio, ha assunto l’impegno di individuare i Comuni quali destinatari prioritari dei beni messi a disposizione dal federalismo demaniale. Questo impegno ha fatto sì che l’ANCI esprimesse l’intesa sul primo elenco dei beni trasferibili’’. A darne notizia e’ il Sindaco di Piacenza e Vicepresidente dell’ANCI, Roberto Reggi.

‘’Era quello che chiedevamo da tempo – aggiunge Reggi – l’ANCI era infatti da qualche mese disposta a dare l’intesa ma volevamo che fosse chiaro quali erano i soggetti destinatari dei beni, per evitare che sullo stesso bene pervenissero piu’ richieste di amministrazioni diverse, il rischio che si correva infatti, era che su uno stesso bene giungessero più progetti di valorizzazione da parte di enti di diverso livello di governo. Riconoscendo ai Comuni la priorita’, come previsto dalla normativa, saranno i Sindaci a valutare se, eventualmente, un bene non e’ di interesse e quindi lasciare la  possibilità di richiederlo alla Provincia e/o alla Regione’’.

‘’E’ quindi una soddisfazione, anche se con molto ritardo – conclude Reggi - vedere finalmente l’attuazione del decreto sul federalismo demaniale, che da ai Comuni la possibilita’ di chiedere i beni che dovranno poi essere valorizzati nell’interesse della collettività. Attendiamo quindi la pubblicazione della prima lista di beni trasferibili, augurandoci che ciò avvenga dopo la pausa estiva e non durante il periodo in cui i Comuni potrebbero avere dei problemi di personale’’.

 

16/06/2011 - Federalismo demaniale - Gli ultimi sviluppi
E’ stata trasmessa, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’atto della Conferenza Unificata 18 maggio u.s., relativo all'elenco dei beni immobili sottratti al trasferimento.
Nel corso di quella seduta la Conferenza ha espresso parere negativo sul decreto del Direttore dell’ Agenzia del Demanio recante l’elenco degli immobili sottratti al trasferimento agli Enti territoriali, ai sensi dell’art. 5, comma 3, del decreto legislativo 28 maggio 2010, recante:”Attribuzione a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio ai sensi dell’art 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42”.
Ai fini dell’espressione del parere, il Ministero dell’Economia e delle finanze ha trasmesso, dal 10 novembre al 17 maggio, 6 elenchi di cui 2 relativi rispettivamente ai dei beni esclusi dal trasferimento perché in uso al Ministero della Difesa e l’altro in quanto appartenenti al demanio marittimo e ai porti. Nelle varie sedute politiche l’Anci ha espresso profonda delusione e forti perplessità sul provvedimento in quanto è subito emerso che si trattava di un mero elenco di indirizzi toponomastici e non di beni immobili. Inoltre l’elenco non risultava corredato delle necessarie informazioni e poiché ad un indirizzo non corrispondeva un unico immobile ma una pluralità di beni, per cui occorreva frazionare, per poter separare gli immobili utilizzati dalle Amministrazioni Centrali per esigenze istituzionali dagli immobili inutilizzati o utilizzati dagli enti locali. Per queste ragioni e per le inesattezze contenute nell’elenco (immobili dichiarati in uso dalle Amministrazioni risultavano, in alcuni casi, in stato di degrado e abbandono, altre volte in uso agli enti locali per lo svolgimento di funzioni istituzionali) è stato richiesto, in Conferenza Unificata, la costituzione del gruppo tecnico ristretto con il compito di verificare su apposite segnalazioni le liste dei beni esclusi dal trasferimenti e accompagnare anche le fasi successive quali le verifiche sui beni da trasferire,con l’impegno da parte del Governo ad adottare successivi provvedimenti correttivi del presente provvedimento. Il 28 aprile 2011 e il 4 maggio 2011 si sono tenute due riunioni a livello tecnico nel corso delle quali si è cercato di esaminare contenute nel primo elenco di segnalazioni inviate dall’Associazione, per alcune dei quali i rappresentanti delle Amministrazioni statali hanno dichiarato la disponibilità allo stralcio dagli elenchi.
Infine, nel corso dell’ultima seduta, il 18 maggio 2011, considerato che il Ministero dell’economia e delle finanze ha fatto pervenire in data 17 maggio, un elenco aggiornato dei beni esclusi dal trasferimento, ma poiché sono rimaste valide tutte le osservazioni rappresentate precedentemente, gli Enti locali e le Regioni hanno espresso parere negativo.
 
Per maggiori dettagli consulta i documenti consegnati in sede politica, (documento 1, 2 e 3) e in sede tecnica (documento 1, 2 e 3).

 

08/06/2011 - Federalismo demaniale - Online la circolare del Mibac su linee guida per valorizzazione immobili

E’ Disponibile la circolare 18 maggio 2011, n. 18 del Segretariato Generale del MiBAC che illustra le linee guida per l’elaborazione dei programmi di valorizzazione necessari per dar luogo a quanto previsto dal decreto legislativo n.85 sul federalismo demaniale.
Il D.lgs. 28 maggio 2010, n. 85 ha previsto la possibilità di attribuire ai comuni, le province, le città metropolitane e le regioni, i beni statali secondo criteri di territorialità, sussidiarietà, adeguatezza, semplificazione, capacità finanziaria, correlazione con competenze e funzioni ed, infine, di valorizzazione ambientale. Si tratta del primo decreto attuativo del federalismo fiscale che traccia il quadro normativo utile al trasferimento, a titolo non oneroso, della proprietà dei beni statali agli enti locali secondo i principi sopra richiamati e, in primis, del principio di sussidiarietà.
Tra i beni che possono formare oggetto di trasferimento sono compresi anche i beni culturali mobili ed immobili attraverso specifici accordi di valorizzazione o programmi e piani strategici di sviluppo culturale . A tal fine, il 9 febbraio 2011, è stato firmato un Protocollo di Intesa tra MiBAC ed Agenzia del Demanio che ha previsto l’istituzione di una Cabina di Regia incaricata di procedere ad una definizione delle principali fasi procedurali ed operative dell’attuazione delle previsioni relative ai beni culturali di cui all’articolo 5, comma 5 del
D.lgs. 85/2010.
La circolare 18 maggio 2011, n. 18 descrive l’iter procedurale previsto, nonché le linee guida per l’elaborazione del programma di valorizzazione. Con riferimento all’iter procedurale le singole fasi sono scandite secondo una precisa cadenza temporale. Tra queste vi è in primo luogo la richiesta di attivazione del procedimento da parte degli enti territoriali interessati che, pertanto, hanno l’onere di prendere l’iniziativa entro un anno dall’entrata in vigore del decreto n.85/2010 (il 26 giugno 2011). Nella richiesta, da indirizzare alle Agenzie territoriali del MiBAC (Direzioni regionali) ed alle Filiali territoriali dell’Agenzia del Demanio, il Comune dovrà individuare gli immobili di interesse, illustrare le finalità e le linee strategiche generali che si intende perseguire con l’acquisizione del bene. Successivamente si costituirà, a livello regionale, un Tavolo Tecnico Operativo (TTO) che ha il compito di valutare la sussistenza delle condizioni per la conclusione di un accordo di valorizzazione ed in un secondo momento per il successivo trasferimento dei beni individuati. Durante le riunioni del TTO, oltre che un’attività informativa e divulgativa dell’iter procedimentale, dovranno essere approfondite le questioni relative al programma di valorizzazione che dovrà essere presentato dall’ente territoriale richiedente. Il programma, una volta condiviso, sarà sottoscritto con un Accordo di valorizzazione, ai sensi dell’art. 112, comma 4 del
D.lgs. n. 42/2004. Sulla base della sottoscrizione dell’Accordo, infine, saranno attivate le procedure di trasferimento a titolo gratuito dei beni all’ente territoriale richiedente. Una volta trasferiti in proprietà agli enti territoriali i beni conservano la natura di demanio pubblico (ramo storico, archeologico, artistico), restando integralmente assoggettati alla disciplina di tutela e salvaguardia ai sensi del Codice dei beni culturali. Sarà il Soprintendente competente territorialmente a verificare il rispetto delle prescrizioni e delle condizioni contenute negli Accordi di valorizzazione.
Con riferimento alle linee guida per l’elaborazione del programma di valorizzazione, contenute nella circolare, l’Allegato “C”, indica i contenuti che necessariamente devono essere presenti e, solo nei casi di minore complessità, possono essere assenti. Si tratta quindi di individuare il bene, descriverlo, fornire gli estremi della situazione vincolistica del bene, nonché indicare la destinazione d’uso attuale. Inoltre, il programma dovrà descrivere sinteticamente le modalità di attuazione, la sostenibilità economica ed i tempi di realizzazione, oltre ad indicare gli obiettivi e le strategie perseguibili. Per i casi di maggiore rilevanza, potranno essere presenti maggiori indicazioni relative al contesto territoriale di riferimento, nonché alle specifiche di attuazione del programma e della sostenibilità economico-finanziaria.
E’ opportuno ricordare che il
D.Lgs. 85/2010 prevede che, in sede di prima applicazione, si provveda entro un anno dall’entrata in vigore dello stesso, al trasferimento dei beni indicati negli accordi di valorizzazione agli enti territoriali interessati. E’ scontato che tale termine non può essere considerato che meramente ordinatorio considerata la complessità della procedura.

Allegato A

Allegato B

Allegato C

Allegato D

 

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LEGISLAZIONE
Con le disposizioni del presente decreto legislativo e con uno o più decreti attuativi del Presidente del Consiglio dei Ministri sono individuati i beni statali che possono essere attribuiti a titolo non oneroso a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.
 
TEMPISTICA e SCADENZE
 
BENI DEMANIALI TRASFERIBILI
 
BENI DEMANIALI NON TRASF.
 
STUDI E DOCUMENTAZIONE
Pubblichiamo la nota di lettura dell'Anci al Dlgs 85/2010.
 
 
PROG. PATRIMONIO COMUNE
 
 
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